Maria Teresa Sgueglia
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Scisciano (Na)
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Dicono di me

[...] Le opere presentate dalla Sgueglia risentono di una struttura metrica immediatamente visibile che fa da sfondo al concetto e all'espressione prodotta dall'opera; così la forma dell'opposizione si manifesta come fondo ideale di ogni sua opera, per divenire un portato, una intenzionalità che esonda dalla pura forma ed investe il concetto prodotto.
La forma dell'opposizione non si manifesta solo in modo ritmico e geometrico ma anche in un sentore di aritmicità che mantiene la geometricità di fondo e che diviene costante metaempirica dell'opera. Dichiarare che l'esistenza ha un luogo e che questo luogo è nella geometria della forma è, pertanto, intenzione dell'autrice. Non esiste però limite alla forma, che dichiara il suo concettualizzarsi attraverso la linea; una linea che pur restando sul solco in modo orizzontale tende alla verticalizzazione dei concetti, all'uscir fuori da [...].

Sisto Peluso in occasione della mostra Engagé 2008.

Un'esplosione di vitalismo cromatico esalta la scelta figurale in una rappresentazione che ha la forza d'impatto di un fuoco d'artificio. Innestando, sulla base di una capacità tecnica indiscutibile, un processo affabulatorio fiabesco.
Le immagini evocano un mondo di meraviglie, di incantamenti, di magie, ben rappresentate dagli sguardi quasi stupefatti, delle protagoniste.

Beppe Palomba.

Distanti, ermetiche, ieratiche, le donne di Maria Teresa Sgueglia hanno corpi diafani ed esangui, illuminati dall'abbraccio vivificante del colore. Si celano dietro espressioni impassibili che soffocano un tormento senza nome e senza voce; sono irresistibilmente protese verso il cielo ma sempre incapaci di raggiungerlo...epifanie di una interiorità profonda e sofferta, sembrano sempre sul punto di fuggire da un mondo che non sa comprenderle, pronte a lasciarsi rapire dalla prima illusione di felicità.

Dott. Lucio Tufano, musicologo.

Le opere di Maria Teresa si ispirano o traggono spunto quasi sempre da paesaggi e da figure umane, queste ultime ricorrenti ossessivamente in ogni quadro, ma trasfigurate come nelle visioni fiabesche, tutte fantasia, ingenuità, sogno delicato. In tutti i suoi dipinti, infatti, Maria Teresa è in un modo tutto particolare che invita a guardare le figure umane e soprattutto quelle femminili: imprigionate in spazi volutamente ristretti, deformate, spesso in simbiosi più con elementi naturali che con altri soggetti umani, costituiscono un genuino inno alla vita.

Prof. Alfonso Chirichiello.